Il carattere è il destino [Eraclito 15].
Esiste un qualcosa [ ... carattere ... ] che plasma ciascuna vita umana in un’immagine globale, comprendente le sue contingenze casuali e i suoi momenti speciali in attività inutili. Spesso gli ultimi anni sono dedicati ad esplorare tali particolari insignificanti, ad avventurarsi negli errori passati per scoprirvi configurazioni comprensibili [Hillman 15].
[...] Il pensiero è capace di dare origine alle proprie specie, di selezionare idee innaturali e di palesare la propria evoluzione; inoltre, un mucchio di pensieri asoslutamente inadatti soppravvive [Hillman 16].
I vecchi dovrebbero essere esploratori [Eliot 21].
[...] Per me questo significa: segui la curiosità, indaga idee importanti, rischia la trasgressione [Hillman 21].
[... L'alétheia è ...] il tentativo [...] di porci in contatto con la nuda realtà [...] nascosta dietro il manto della falsità [Ortega y Gasset 21-22].
Il pensiero è una straordinaria modalità di eccitamento [Whitehead 22].

Prefazione dell’autore

1 Gennaio 2009

Più luce, disse Goethe morendo [Hillman 23].
Avevano ingannato noi / o ingannati se stessi, gli antenati dalla voce pacata, / lasciandoci in eredità nient’altro che una ricetta d’inganni? [Eliot 24].
I vecchi soldati non fanno che combattere sempre, in ogni nuova causa in cui si impegnano, la prima delle loro campagne [Hillman 25].
Le idee sono forze che si impossessano della mente e non mollano la presa finché non gli abbiamo dedicato qualche pensiero [Hillman 25].
E’ dunque fondamentale per la nostra indagine disfare la coppia morte-vecchiaia, ricostruendo invece l’antica connessione tra vecchiaia e unicità del carattere. [Hillman 27].
E’ questa la sfida più audace: scoprire un valore nel diventare vecchi senza prenderlo in prestito dalle metafisiche o dalle teologie della morte. La vecchiaia in se stessa, una cosa a sé stante, liberata dal cadavere [Hillman 27].

Prefazione al libro

1 Gennaio 2009

Questo libro è formato di tre parti principali, che seguono il tema del carattere attraverso tre fasi. [...] Durare, Lasciare, Restare. Tre parti, tre idee portanti [Hillman 29].
Il carattere impara dal corpo la saggezza [Hillman 30].
Le facce vecchie sono segnate dal carattere, la loro bellezza rivela il carattere e la loro perdurante forza come immagini di intelligenza, autorevolezza, tragedia, coraggio e profondità dell’anima è dovuta al carattere[Hillman 30].
Essere unici è essere strani, diversi, atipici, senza uguali in alcun luogo. [Hillman 31].
L’immagine che rimane di noi, quel modo unico di essere e di fare che lasciamo nella mente di altri, continua ad agire su di loro, nell’aneddotica, nei rcordi, nei sogni; come modello ideale, come voce guida, come antenato protettivo: una forza potente all’opera in coloro che hanno ancora una vita da vivere [Hillman 31].

Longevità

1 Gennaio 2009

Il dato statistico [... : ... ] il dato che diventa il fato. [Hillman 37]
Se durare significa qualcosa d’altro e di più che superare in durata le aspettative statistiche, allora che cos’è che dura? [...] una componente psicologica costante che ti segnala come un essere diverso da tutti glia ltri: il tuo carattere individuale. Tu. [Hillman 37 - 38]
Ciascuno di noi è un ciascuno. [James 40]
In quanto ciascuni siamo unici, perché ciascuno di noi ha, o é, uno specifico carattere che rimane lo stesso. [ Hillman 40]
Se consideriamo il carattere qualcosa di più di un insieme di tratti o di un’accumulazione di abitudini, virtù e vizi, e piuttosto come una forza in atto, allora il carattere potrebbe essere il principio informatore dell’invecchiamento del corpo. E l’invecchiamento diventa una rivelazione della saggezza del corpo. [ Hillman 42]
Quella di considerare l’anima come un’intelligenza attiva, che conforma il destino di ciascuna persona e ne traccia la trama, è n’idea utile. [...] Le trame che ingarbugliano la nostra anima e fanno uscire allo scoperto il nostro carattere sono i grandi miti. [ Hillman 45]
Mantenersi in carattere è mantenersi nella propria forma per durare. [ Hillman 46]
Invecchiando ha luogo, senza bisogno d forzature, una curiosa forma di estensione della vita. Passati i cinquant’anni, ci troviamo a volte alleati, nel pensiero, nel sentimento, nel ricordo, con i nostri genitori, più che con i nostri figli. [ Hillman 64]
Più indietro riesci ad andare con l’immaginazione, più la tua vita si estende. [ Hillman 65]
Più riesci a protenderti all’indietro, nel passato storico, e all’ingiù, verso ciò che è dopo di te e in basso, e all’infuori, verso l’altro da te, e più la tua vita si estende. La longevità si libera della capsula temporale. Questa è la vera longevità, un durare di più che dura per sempre, perché nn c’è capolinea. [ Hillman 67]

L’ultima volta

1 Gennaio 2009

Ultimo rende avvenimento l’evento, lo eleva oltre il quotidiano, lascia un’impressione duratura. [...] Perché? Perché cò che avviene alla fine di uan sequenza ne bolla la chiusura, le conferisce finalità. Echi di destino. [Hillman 69]
Portando a conclusione una serie di eventi che sarebbe altrimenti potuta durare all’infinito, l’ultima volta si pone al di fuori del tempo seriale, è trascendente. [Hillman 70]
L’ultima volta trasforma in  poesia l’amore, il dolore, la disperazione e l’abitudine. [...] Solleva la vita fuori da se stessa. La trascendenza è appunto questo. Ci sentiamo scossi fin dentro le ossa, come se gli dei fossero discesi nel bel mezzo della nostra vita. [Hillman 70]
L’ultima volta è unica, singolare, fatale. [Hillman 71]
Mi piace immaginare la nostra psiche come una pensione piena di ospiti. [...] Una soddisfacente teoria del carattere deve dare spazio a tutti, ai caratteristi, alle controfigure, agli addestratori di animali, alle comparse, agli attori che recitano soltanto una particina e si esibiscono in numeri inattesi. Spesso sono questi a dare allo spettacolo il suo tono tragico, o fatale, o demenziale. [Hillman 72]
Una cultura cieca alle complessità del carattere consente allo psicopatico le sue orge di violenza. Nessuno aveva notato alcunchè di strano perché nessuno aveva l’occhio per vederlo. [...] Noi siamo quello che appariamo: vero, ma soltanto quando le apparenze sono lette in modo immaginativo, soltanto quando l’occhio che percepisce studia ciò che vede come se fosse un’immagine duratura.  [Hillman 75]
Nel dramma il carattere si rivela attraverso l’azione. [Aristotele 77]
L’idea di carattere è necessaria in una cultura perché nutre l’immaginazione. [Hillman 80]
Senza l’idea di carattere, nessuna persona ha un valore che duri. Se ciascuno è sostituibile, ciascuno è anche un vuoto a perdere. L’ordine sociale diventa come un battaglione sotto il fuoco nemico; siamo tutti pezzi di ricambio, rimpiazzi per riempire i buchi [Hillman 80]
Noi duriamo come immagini inventate, vuoi nei ricordi della famiglia, nei pettegolezzi dei detrattori o nelle parole dei necrologi. Il nostro carattere diventa fonte inesauribile di storie che aggiungono un’altra dimensione di vita alla nostra vita mentre già, come dati di realtà, stiamo sbiadendo. [Hillman 81]

Vecchio

1 Gennaio 2009

Da durare a lasciare

1 Gennaio 2009

Ripetizione

1 Gennaio 2009

La forza della gravitas

1 Gennaio 2009

Svegliarsi di notte

1 Gennaio 2009

Inaridire

1 Gennaio 2009

La memoria

1 Gennaio 2009

Irritabilità accentuata

1 Gennaio 2009

Distacchi

1 Gennaio 2009

Ars amatoria

1 Gennaio 2009

Anestetizzati

1 Gennaio 2009

Insufficienze cardiache

1 Gennaio 2009

Ritorni

1 Gennaio 2009

La forza della faccia

1 Gennaio 2009

Da lasciare a restare

1 Gennaio 2009

Il carattere immaginato

1 Gennaio 2009

Nonni

1 Gennaio 2009

Vecchie bisbetiche

1 Gennaio 2009

Le virtù del carattere

1 Gennaio 2009

Il tocco finale

1 Gennaio 2009